CHIRURGIA UROLOGICA ROBOTICA

Descrizione:

Direttore: prof. Bernardo Rocco

 

Descrizione attività


La chirurgia robotica è una tecnologia minimamente invasiva che consiste di una piattaforma robotica comandata dal chirurgo che opera dalla console: il chirurgo agisce su dispositivi chiamati “masters” ed impone i movimenti agli strumenti chirurgici robotici introdotti all’interno del paziente attraverso millimetriche incisioni cutanee.

Il robot consente al chirurgo di visualizzare dalla console il campo operatorio in tre dimensioni con magnificazione dell’immagine; le braccia robotiche si muovono con una maggiore articolazione della stessa mano umana e sono dotate di un sistema di filtro del fisiologico tremore. Questa tecnologia comporta una maggiore precisione dell’atto chirurgico e consente di realizzare dissezioni accurate anche in distretti anatomici poco accessibili a cielo aperto (ad esempio lo scavo pelvico per la chirurgia prostatica). L’uso del robot agevola poi le fasi ricostruttive degli interventi consentendo di realizzare suture anche complesse interamente all’interno del paziente. Il risultato è quello di una minore invasività dell’atto chirurgico, minori perdite ematiche, minore durata della degenza, minori complicanze post-operatorie e, non per ultimo, migliore risultato estetico.

 

L’urologia rappresenta la branca che più utilizza la chirurgia robotica: è noto come la procedura più eseguita con il robot sia la prostatectomia radicale, seguita dalla plastica del giunto pielo-ureterale e dalla nefrectomia.

 

La Unità Operativa Complessa di Urologia del ASST Santi Paolo e Carlo offre la possibilità di intervento robotico per la maggior parte delle patologie chirurgiche addominali.

L’esperienza robotica ha portato a numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e a collaborazioni internazionali di rilievo. Fra queste, la collaborazione scientifica con il Global Robotic Institute di Orlando, Florida, e la partnership con Orsi Academy, centro leader europeo per la formazione in chirurgia robotica. Il Prof. Bernardo Rocco è anche membro della Faculty della European Robotic Urology Section (ERUS), dove è co-responsabile del corso sulla prostatectomia radicale robotica nerve sparing.

 

Principali patologie trattate

Gli interventi più frequentemente eseguiti mediante accesso robotico sono:

 

-Prostatectomia radicale robotica.

Consiste nell’asportazione della prostata e delle vescicole seminali per tumore prostatico.

Possibilità di intervento nerve-sparing per malattie a bassa/intermedia aggressività. L’intervento prevede il risparmio dei nervi deputati all’erezione, consentendo una più rapida ripresa funzionale. La dissezione chirurgica viene pianificata in base alle caratteristiche del paziente e della sua malattia, avvalendosi di un modello predittivo (prece.it) che indica al chirurgo, con precisione millimetrica, l’ampiezza della dissezione da effettuare. 

 

La Unità Operativa di Urologia offre anche la possibilità di effettuare la prostatectomia robotica per tumore ad alta aggressività o localmente avanzato, inserendo la chirurgia all’interno del percorso terapeutico multidisciplinare richiesto da questo tipo di malattia.

Laddove indicato, la prostatectomia radicale si associa alla linfoadenectomia iliaco-otturatoria robotica, effettuata per conoscere l’estensione loco-regionale del tumore ed impostare un eventuale trattamento successivo.

 

-Nefrectomia parziale.

Consiste nell’asportazione di una massa (neoformazione) del rene con risparmio del tessuto sano e quindi conservazione dell’unità renale. In questo intervento, l’utilizzo del robot consente maggiore precisione nella dissezione della massa, riduzione delle perdite ematiche intra-operatorie, minore durata della degenza e più rapido ritorno alle attività quotidiane grazie all’assenza di incisioni. La pianificazione dell’intervento viene di norma effettuata mediante ricostruzione 3D delle immagini radiologiche con software dedicato (DocDo): questo consente al chirurgo di conoscere più dettagliatamente l’anatomia del rene e della massa da asportare per eseguire interventi sempre più precisi e conservativi del parenchima renale sano.

 

-Cistectomia radicale.

Rappresenta l’indicazione di scelta per la neoplasia vescicale infiltrante la tonaca muscolare. Consiste nell’asportazione della vescica, della prostata, delle vescichette seminali e degli ureteri distali nell’uomo; nell’asportazione della vescica, dell’utero, della vagina e degli ureteri distali nella donna. L’intervento è sempre accompagnato dalla linfoadenectomia loco-regionale. L’approccio robotico consente minori perdite ematiche intra- e post-operatorie. Il transito urinario può essere ricostituito attraverso derivazione urinaria esterna (stomia urinaria) o con realizzazione di neovescica intra-corporea robotica. In questo caso, il neoserbatorio viene ricostruito a partire da un segmento intestinale, reconfigurato e riposizionato in sede pelvica a sostituire la vescica asportata. L’utilizzo della robotica favorisce questa parte ricostruttiva, consentendo di effettuare suture complesse interamente all’interno del paziente. L’assenza di incisioni estese richieste dall’intervento a cielo aperto consente un decorso post-operatorio molto più rapido con rapida ripresa della canalizzazione intestinale e della mobilizzazione del paziente.

 

Accanto a questi interventi, vengono eseguiti attraverso chirurgia robotica:

-Nefroureterectomia, per tumore dell’uretere o della pelvi renale

-Pieloplastica, per la correzione chirurgica dell’anomalia congenita del giunto pielo-ureterale

-Diverticolectomia vescicale, per l’asportazione dei diverticoli vescicali di maggiori dimensioni, anche in associazione ad intervento disostruttivo prostatico (endoscopico o robotico).

CHIRURGIA UROLOGICA ROBOTICA

Direttore: prof. Bernardo Rocco

 

Descrizione attività


La chirurgia robotica è una tecnologia minimamente invasiva che consiste di una piattaforma robotica comandata dal chirurgo che opera dalla console: il chirurgo agisce su dispositivi chiamati “masters” ed impone i movimenti agli strumenti chirurgici robotici introdotti all’interno del paziente attraverso millimetriche incisioni cutanee.

Il robot consente al chirurgo di visualizzare dalla console il campo operatorio in tre dimensioni con magnificazione dell’immagine; le braccia robotiche si muovono con una maggiore articolazione della stessa mano umana e sono dotate di un sistema di filtro del fisiologico tremore. Questa tecnologia comporta una maggiore precisione dell’atto chirurgico e consente di realizzare dissezioni accurate anche in distretti anatomici poco accessibili a cielo aperto (ad esempio lo scavo pelvico per la chirurgia prostatica). L’uso del robot agevola poi le fasi ricostruttive degli interventi consentendo di realizzare suture anche complesse interamente all’interno del paziente. Il risultato è quello di una minore invasività dell’atto chirurgico, minori perdite ematiche, minore durata della degenza, minori complicanze post-operatorie e, non per ultimo, migliore risultato estetico.

 

L’urologia rappresenta la branca che più utilizza la chirurgia robotica: è noto come la procedura più eseguita con il robot sia la prostatectomia radicale, seguita dalla plastica del giunto pielo-ureterale e dalla nefrectomia.

 

La Unità Operativa Complessa di Urologia del ASST Santi Paolo e Carlo offre la possibilità di intervento robotico per la maggior parte delle patologie chirurgiche addominali.

L’esperienza robotica ha portato a numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e a collaborazioni internazionali di rilievo. Fra queste, la collaborazione scientifica con il Global Robotic Institute di Orlando, Florida, e la partnership con Orsi Academy, centro leader europeo per la formazione in chirurgia robotica. Il Prof. Bernardo Rocco è anche membro della Faculty della European Robotic Urology Section (ERUS), dove è co-responsabile del corso sulla prostatectomia radicale robotica nerve sparing.

 

Principali patologie trattate

Gli interventi più frequentemente eseguiti mediante accesso robotico sono:

 

-Prostatectomia radicale robotica.

Consiste nell’asportazione della prostata e delle vescicole seminali per tumore prostatico.

Possibilità di intervento nerve-sparing per malattie a bassa/intermedia aggressività. L’intervento prevede il risparmio dei nervi deputati all’erezione, consentendo una più rapida ripresa funzionale. La dissezione chirurgica viene pianificata in base alle caratteristiche del paziente e della sua malattia, avvalendosi di un modello predittivo (prece.it) che indica al chirurgo, con precisione millimetrica, l’ampiezza della dissezione da effettuare. 

 

La Unità Operativa di Urologia offre anche la possibilità di effettuare la prostatectomia robotica per tumore ad alta aggressività o localmente avanzato, inserendo la chirurgia all’interno del percorso terapeutico multidisciplinare richiesto da questo tipo di malattia.

Laddove indicato, la prostatectomia radicale si associa alla linfoadenectomia iliaco-otturatoria robotica, effettuata per conoscere l’estensione loco-regionale del tumore ed impostare un eventuale trattamento successivo.

 

-Nefrectomia parziale.

Consiste nell’asportazione di una massa (neoformazione) del rene con risparmio del tessuto sano e quindi conservazione dell’unità renale. In questo intervento, l’utilizzo del robot consente maggiore precisione nella dissezione della massa, riduzione delle perdite ematiche intra-operatorie, minore durata della degenza e più rapido ritorno alle attività quotidiane grazie all’assenza di incisioni. La pianificazione dell’intervento viene di norma effettuata mediante ricostruzione 3D delle immagini radiologiche con software dedicato (DocDo): questo consente al chirurgo di conoscere più dettagliatamente l’anatomia del rene e della massa da asportare per eseguire interventi sempre più precisi e conservativi del parenchima renale sano.

 

-Cistectomia radicale.

Rappresenta l’indicazione di scelta per la neoplasia vescicale infiltrante la tonaca muscolare. Consiste nell’asportazione della vescica, della prostata, delle vescichette seminali e degli ureteri distali nell’uomo; nell’asportazione della vescica, dell’utero, della vagina e degli ureteri distali nella donna. L’intervento è sempre accompagnato dalla linfoadenectomia loco-regionale. L’approccio robotico consente minori perdite ematiche intra- e post-operatorie. Il transito urinario può essere ricostituito attraverso derivazione urinaria esterna (stomia urinaria) o con realizzazione di neovescica intra-corporea robotica. In questo caso, il neoserbatorio viene ricostruito a partire da un segmento intestinale, reconfigurato e riposizionato in sede pelvica a sostituire la vescica asportata. L’utilizzo della robotica favorisce questa parte ricostruttiva, consentendo di effettuare suture complesse interamente all’interno del paziente. L’assenza di incisioni estese richieste dall’intervento a cielo aperto consente un decorso post-operatorio molto più rapido con rapida ripresa della canalizzazione intestinale e della mobilizzazione del paziente.

 

Accanto a questi interventi, vengono eseguiti attraverso chirurgia robotica:

-Nefroureterectomia, per tumore dell’uretere o della pelvi renale

-Pieloplastica, per la correzione chirurgica dell’anomalia congenita del giunto pielo-ureterale

-Diverticolectomia vescicale, per l’asportazione dei diverticoli vescicali di maggiori dimensioni, anche in associazione ad intervento disostruttivo prostatico (endoscopico o robotico).